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La regione assume il nome dagli Apuli, antica popolazione italica stanziata nel territorio del Gargano, da cui per estensione derivò l'Apulia romana che giunse a ricomprendere tutta la Penisola Salentina.
Le coste pugliesi si snodano per più di 800 chilometri e da esse spirano le correnti d'aria che influiscono sulle variazioni climatiche, sul calore e sulla siccità estivi che sono talvolta gli elementi problematici di una viticoltura altrimenti favorita dai suoli e dalla luminosità. I vigneti, alternati agli uliveti che sono la coltura predominante in Puglia, occupano prevalentemente le zone pianeggianti ma si spandono poi un po' ovunque: le rese medie pugliesi sono comunque fra le più elevate del Mezzogiorno. La gamma dei vitigni coltivati è ampia, a cominciare dalle varietà indigene prevalenti. Fra queste le robuste cultivar a frutto nero che consentono la preparazione dei potenti vini da taglio come il Negroamaro, il Primitivo, la Malvasia Nera e che ora danno sorprendenti risultati con nuove tecniche di vinificazione. Poi, soprattutto nella Puglia settentrionale, la pregiata uva di Troia, sempre a frutto nero.
Pianure e colline del Foggiano, temperate dalle brezze marine e montane dei rilievi del Gargano e dei monti della Daunia, sono ricche zone agricole nelle quali i vigneti generano uve sia bianche che nere da cui derivano vini bianchi, leggeri e vini rossi.
Il Tavoliere delle Puglie non è altro che una grande piana che dal lago di Lesina si estende fino a Sud, a ridosso del fiume Ofanto, andando ad insediarsi tra due sistemi montuosi quali l'Appennino Dauno e il promontorio del Gargano, che influenzano in maniera decisa il clima tipico della zona e riducono l'influenza mitigatrice del mare solo a livello della fascia costiera.
Il tavoliere infatti, pur se prossimo al mare Adriatico, ha un clima di tipo continentale, paragonabile a quello di alta collina (400 - 600 metri), caratterizzato da una forte escurzione termica (iso = 19°C), determinata dalla presenza del vicino Appennino.
L'isoterma annua è di 15.5°C.
La piovosità è la più bassa della regione (500 mm di pioggia annui) con precipitazioni concentrate nel periodo da febbraio a maggio, quasi del tutto assenti nel periodo estivo.
Dal punto di vista pedologico si osservano differenze tra i suoli nelle due aree, anche se le caratteristiche di base rimangono l'elevata presenza di calcare, la profondità e il buon drenaggio. |
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